Pil in calo, ma Monti non si impressiona: "Avanti così"

"Riteniamo fermo l'obiettivo del bilancio in pareggio del 2013 e non occorre una nuova manovra aggiuntiva". Così oggi il premier italiano, Mario Monti, in una conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo Mariano Rajoy. Basta il lavoro già fatto, insomma (il pacchetto Salva Italia), soprattutto ''alla luce delle nuove previsioni dell'Eurozona". Monti non si è detto preoccupato delle stime dell'Europa sul pil italiano in calo dell'1,3 per cento nel 2012.
10 AGO 20
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"Riteniamo fermo l'obiettivo del bilancio in pareggio del 2013 e non occorre una nuova manovra aggiuntiva". Così oggi il premier italiano, Mario Monti, in una conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo Mariano Rajoy. Basta il lavoro già fatto, insomma (il pacchetto Salva Italia), soprattutto ''alla luce delle nuove previsioni dell'Eurozona". Monti non si è detto preoccupato delle stime dell'Europa sul pil italiano in calo dell'1,3 per cento nel 2012 (con solo Grecia e Portogallo che faranno peggio): "Se si guarda alle previsioni della commissione Ue può sorgere la domanda se il governo italiano cambierà, alla luce di questo dato, la propria politica per la crescita. La risposta è no", ha spiegato Monti. "La linea di interventi strutturali già è stata tracciata, con le misure prese abbiamo salvaguardato fiscalmente le esigenze di crescita e di competitività".
Inevitabile il paragone con le riforme su lavoro e banche avviate dal governo spagnolo negli ultimi tempi. Per il premier italiano "sono provvedimenti cruciali che vanno nella giusta direzione. Per questo ho suggerito di attivare un contatto diretto tra i ministri tecnici per uno scambio di idee sul mercato del lavoro. Abbiamo molto da imparare l'uno dall'altro benché le sfide sul mercato del lavoro non siano esattamente le stesse". E a proposito di riforme, Monti ha spiegato che solo alcune richieste di modifica alle liberalizzazioni potranno essere accolte. "Ci sono modifiche che possiamo accogliere e non è detto che ogni modifica equivalga ad un arretramento, possono essere migliorative. Altre modifiche invece non potranno essere accolte e non le accoglieremo".
I lavori dei due grandi cantieri aperti – ha continuato il premier – quello delle liberalizzazioni e quello del mercato del lavoro, sono finalizzati alla modernizzazione del paese e, per questo, guardano all'''interesse generale. Nella nostra opinione pubblica e anche nel nostro sistema politico c'è la consapevolezza che è in gioco l'interesse collettivo e che le politiche per rendere il paese moderrno e competivo sono interesse di tutti. Se prendiamo insieme i due cantieri oggi aperti, lavoro e liberalizzazioni, si vede che abbiamo chiesto sacrifici di modernizzazione e disponibilità a modificare comportamenti acquisiti sia da una parte che dall'altra''. L'obiettivo, insiste il premier, è che ''ci sia bilanciamento nei sacrifici delle diverse parti sociali ed economiche e che il livello di avanzamento verso la modernazzazione sia un livello alto''.